Volatilità e Rendimento Atteso

Volatilità e Rendimento Atteso

Quanta volatilità devo sopportare per ottenere il rendimento che vorrei avere ?

In questo periodo di flessione di mercato diventiamo tutti molto prudenti e non vogliamo affrontare investimenti “rischiosi”. O meglio quelli che hanno oscillazioni negative che ci fanno stare in ansia. Ma allora abbiamo sbagliato qualcosa nella scelta dell’investimento, nella composizione del portafoglio, oppure dobbiamo gestire meglio le nostre emozioni?
Visto che l’appetito per il rischio ci viene quando i mercati vanno bene…

Rendimento e Volatilità

In questo periodo negativo per le borse ho posto a molti di quelli che incontravo due domande:

  1. Con quale rendimento per i tuoi soldi ti sentiresti soddisfatto?
  2. Quanto saresti disposto a vedere oscillare i tuoi soldi per conseguire questo rendimento, con quale volatilità?

Senza alcuna pretesa scientifica, visto che i numeri non sono immensi, vi riporto quello che ho riscontrato.

Alla prima domanda, con quale rendimento mi riterrei soddisfatto, la risposta era sensibile al momento: in questi giorni la media è circa il 2,5% mentre a metà dell’anno scorso il 5%, quando i mercati azionari andavano bene, era la risposta più frequente.

Ma le risposte alla seconda domanda sono assolutamente sconvolgenti. La volatilità accettabile è in media il 2%, e comunque anche negli altri periodi quasi sempre inferiori o in linea con il rendimento atteso.

Arrivare al giusto mezzo

Sono due risposte INCONCILIABILI, anche senza dilungarci in uno ‘spiegone’ di matematica, capirete che con questo limite alla volatilità sarebbe irraggiungibile il rendimento atteso.

Da questi dati pertanto traggo, come consulente, un forte segnale: vanno gestite in questi casi non solo gli investimenti ma anche le seguenti emozioni e limiti psicologici.

  1. L’avversione alle perdite: che ci fa prendere decisioni di variare i nostri investimenti sulla base del momento di mercato.
  2. Una pianificazione rigorosa: le condizioni di mercato non devono farci variare la propensione al rischio ed i nostri obiettivi e tempi di investimento.*
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Mentre per gli investitori direi che la giusta misura, da mettere come budget di rischio, della volatilità è ‘spannometricamente’ il doppio del rendimento atteso nel lungo periodo.
Per i più evoluti: se diamo per assodato che nel lungo periodo abbiamo un rendimento pari alla mediana, e ponendo come mediana l’obiettivo di rendimento, approssimando, dobbiamo accettare una dispersione pari al doppio di questo rendimento.

Ad esempio per essere coerenti con questa misura per aspirare al 2,5% è necessario supportare una volatilità del 5%, per il 5% una volatilità del 10% e così via.

*sempre che la pianificazione sia stata all’origine corretta e nel monitoraggio non siamo emerse criticità specifiche dell’investimento.

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