La diversificazione non è servita a niente?

Ieri la domanda di un cliente che mi ha colpito di più è stata: “ma allora la diversificazione, e la selezione dei titoli, non è servita a niente?” alludendo al fatto che non ci ha protetto dalle perdite generalizzate che abbiamo visto sui mercati in questi giorni di allerta virus.

Partiamo dalla diversificazione. In effetti se le aspettative erano quelle di protezione totale del capitale non ha funzionato in questo senso, ma se l’abbiamo attuata per questo scopo abbiamo sicuramente sbagliato tecnica.

Se abbiamo usato la diversificazione nei modi corretti e per i suoi scopi peculiari è stata assolutamente efficace: riduzione del rischio e riduzione della volatilità

CORRETTA APPLICAZIONE

Anzitutto vediamo se la diversificazione è stata correttamente applicata. Ho esaminato ieri i portafogli di due persone e ho visto che ancora oggi nel 2020 ci sono persone che pensano di diversificare comprando 10 o 20 titoli, oltretutto magari appartenenti allo stesso settore ed alla stessa nazione. Così non si diversifica, si concentra il rischio e la volatilità viene amplificata. 

L’esempio tipico è avere due banche italiane in un portafoglio di 10 titoli. Siamo sovraesposti a quello che succede alle banche ed all’Italia… questo non è diversificare, al contrario è concentrare. Prima di criticare il metodo, vediamo di applicarlo correttamente!

Partiamo dalle basi:

  • Diversificare per emittente (ridurre il rischio specifico delle singola azienda). Per ridurlo si deve fare in modo che il default (il fallimento) della singola azienda non sia eccessivamente dannoso per il portafoglio complessivo. Pensiamo se negli anni 2000 investivamo in due superstar come Enron e WorlCom al posto di spezzare anche con Apple, Microsoft, Cisco ecc.  Le posizioni in portafoglio quindi non devono essere troppo poche. Al limite, quando seguire con attenzione e costanza troppe posizioni è troppo impegnativo per il singolo e per gli strumenti informatici a disposizione, farsi aiutare da strumenti appositi come ETF, Fondi, Sicav, Gestioni.
  • Diversificare per paese. La pandemia toccherà tutti, ma non lascerà le stesse ferite in tutti i paesi, per alcuni semplici motivi. La situazione di partenza di alcuni paesi era difficoltosa prima del contagio e sarà peggio dopo il contagio, mentre altri con economie più solide si risolleveranno con meno difficoltà. Come pure il fatto che alcune nazioni avranno il picco dei contagi più tardi potrebbe favorirle dal fatto che ci saranno conoscenze più consolidate su cosa ha funzionato, e cosa no, negli altri paesi che prima di loro hanno affrontato il problema. Senza contare l’eventuale maggiore vicinanza alla soluzione vaccinale o farmacologica. Investire in Italia non è uguale ad investire in Italia e USA… In sintesi BASTA con i portafogli tutti di azioni italiane! Dividiamo il rischio e decorreliamo i nostri investimenti.
  • Diversificare per settore. Capisco che le persone sono tentate di comprare quello che conoscono, o di cui hanno molte informazioni (un giorno parleremo di overconfidence e home bias) ma purtroppo legare gran parte dei propri soldi ad un solo settore può essere molto pericoloso. Quasi sempre delle azioni di un singolo settore hanno un risultato simile. Fortunatamente in questi giorni se i mercati sono stati tutti negativi non possiamo dire che i settori siano stati ugualmente negativi. Non è la stessa cosa perdere il 60% da inizio anno (settore infrastrutture energetiche) e perdere il 9,5% (settore videogames ed e-sport). Ampliamo i nostri orizzonti anche nei portafogli.

DIFETTI DELLA DIVERSIFICAZIONE

Ebbene si, la diversificazione ha anche dei difetti, che comunque vanno accettati. Non si può volere “la botte piena e la moglie ubriaca”.

ANNACQUAMENTO RISULTATI: se si trova la “gallina delle uova d’oro” che da risultati fenomenali, questa essendo in quantità modeste nel portafoglio ci avvantaggia ma non ci fa diventare ricchi. Quindi eventuali operazioni che sfruttano il momento o la singola operazione non producono un rendimento significativo su tutto il portafoglio.

OPERAZIONI VELOCI o MASSIVE: ribaltare completamente un portafoglio di troppe posizioni può essere complicato, oneroso fiscalmente e come costi dell’intermediario. E’ opportuno pianificare in anticipo le operazioni al fine di ottimizzarle. operazioni velocissime anche quando possibili sono talvolta eseguite in malo modo e si dà la colpa alla diversificazione.

FAI DA TE: Applicare correttamente modelli di diversificazione e controllo del rischio da soli è praticamente impossibile. Presumere che spezzando gli investimenti in alcuni pezzi sia utile (magari frammentando anche gli intermediari come alcuni dicono) è solo illudersi di fare diversificazione. I software ed i fornitori di dati necessari non sono alla portata dei singoli investitori (stiamo parlando di alcune migliaia di euro l’anno…). Spartire gli investimenti in alcuni pezzi diversi non è diversificare è semplicemente spezzare.

HA FUNZIONATO QUINDI ?

Per le sue funzioni sicuramente… non abbiamo ancora finito questo periodo impegnativo e non abbiamo ancora visto alcuni effetti catastrofali. La diversificazione in questo momento ci fa stare tranquilli che da alcuni di questi siamo al riparo.

 

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